Martedì 28 ottobre la maggioranza di centrodestra ha approvato il nuovo Piano di Governo del Territorio. Noi abbiamo votato NO. Questo PGT è un documento senza anima, che non disegna un futuro per Cassano e rinuncia al ruolo guida del pubblico nella trasformazione della città.
UN GIUDIZIO STRATEGICO NEGATIVO
A fronte di un ottimo lavoro tecnico di analisi, il risultato finale è deludente. Il piano è caratterizzato da una mancanza di coraggio e da scelte passive, basate principalmente su incentivi economici e sconti, piuttosto che su un progetto attivo per la città.
I dati demografici del piano stesso – che mostrano una fuga delle fasce giovani (36-45 anni) e un aumento degli over 75 – avrebbero dovuto guidare scelte strategiche sull’attrattività e sui servizi. Invece, questo PGT non ha una risposta a queste sfide epocali.
I PUNTI CRITICI IRRISOLTI
1. Linificio: la resa su un simbolo e un parco a rischio
Il PGT non prevede la cessione al Comune dell’edificio storico,il nucleo architettonicamente e simbolicamente più importante. Il Comune rinuncia così a possedere il luogo che più di tutti rappresenta il lavoro e la storia cassanese.
A questa grave mancanza si aggiunge l’assenza totale di un progetto chiaro per il grande parco.La sua superficie consistente richiederebbe una visione sovracomunale e progettualità ambiziose per diventare una risorsa. Invece, senza un piano serio, questo parco rischia di trasformarsi da polmone verde promesso in un pesante costo di gestione a carico della collettività. L’Amministrazione non fornisce risposte chiare su quale sarà il destino di quest’area.
Infine,l’operazione di trasferimento dei volumi edificatori in un nuovo quartiere vicino alla tangenziale, di per sé non necessariamente sbagliata, è però gravata dalla mancanza di una valutazione approfondita e chiara dei suoi impatti sul traffico e sul paesaggio, che ricadranno sulla comunità.
2. Housing sociale: una scelta che emargina invece di integrare
La scelta più gravemente sbagliata è relegare l’unico intervento di residenza sociale (RS2) in una zona periferica,lontana dal centro abitato e dai servizi. È una visione obsoleta che, di fatto, emargina le persone invece di promuovere la loro integrazione nella comunità. I progetti di accoglienza legati all’abitare devono essere inseriti in zone urbane, dove ci sono persone, servizi e si sviluppano relazioni. Questa disposizione peggiora la vita delle persone fragili invece di migliorarla. A questa scelta errata si lega poi la poco logica dislocazione della sede di Croce Adda e Protezione Civile in un quartiere residenziale di Via Milano.
3. La paura del tema casa: cancellata l’edilizia convenzionata
La cancellazione del vincolo del 15%di edilizia convenzionata è una scelta socialmente ed economicamente miope. Privando il Comune di questo strumento e delle relative monetizzazioni, si elimina una leva fondamentale per le politiche abitative a favore dei giovani e delle fasce più deboli, aggravando le criticità demografiche che lo stesso PGT evidenzia.
4. Spazio Città: uno spreco di denaro pubblico
La decisione di vendere Spazio Città– un bene pubblico già riqualificato e perfettamente funzionante – per trasferirne i servizi in un locale privato (l’ex banca) da ristrutturare con ulteriori soldi pubblici, è un puro spreco. Una scelta dettata non da logica, ma che appare come un capriccio politico.
UN’OCCASIONE PERSA SUL VERDE
Pur condividendo le enunciazioni di principio del PGT sulla valorizzazione del verde nei parcheggi e negli spazi privati,rileviamo uno scollamento preoccupante tra le intenzioni del piano e l’azione concreta dell’Amministrazione. L’aver semplicemente catramato il nuovo parcheggio di via Pascoli, senza un progetto di inverdimento significativo, è la dimostrazione di un’occasione persa per tradurre in pratica quelle stesse linee guida che il piano promuove.
Questo PGT è la fotografia di un’amministrazione che non sa e non vuole guidare la trasformazione della città, preferendo abdicare al proprio ruolo in favore degli interessi privati. Manca di visione, coraggio e anima.
Invitiamo con forza tutti i cittadini a prendere visione del PGT e a presentare osservazioni entro i termini di legge. Partecipare non è solo un diritto, è un dovere civico per orientare le scelte che determineranno il volto di Cassano d’Adda per i prossimi anni. Il futuro della nostra città è troppo importante per lasciarlo in mano a scelte prive di visione.
