Le proposte del PD sulla Cultura

La nostra proposta parte, anzitutto, dal percorso di Governo che è stato irresponsabilmente interrotto.

Abbiamo lavorato per riportare la cultura al centro del dibattito politico e abbiamo avviato una lunga serie di provvedimenti ed iniziative rivolte al mondo dell’arte e della cultura.

Le nostre proposte

  • Vogliamo investire nella cultura come spazio di emancipazione, strumento di socialità e opportunità di crescita personale, contrasto all’illegalità, potenziando l’offerta culturale nelle periferie delle città metropolitane e nelle aree ad alta marginalità sociale, con progetti di inclusione sociale, riequilibrio territoriale e tutela occupazionale e di valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale attraverso le arti performative e le arti visive.
  • Intendiamo rafforzare il sistema museale nazionale attraverso una strategia che incrementi gli istituti autonomi e valorizzi i musei delle aree interne e promuovere la completa digitalizzazione del patrimonio culturale.
  • Vogliamo sostenere il settore dello spettacolo dal vivo e l’industria cinematografica e audiovisiva italiana attraverso il rafforzamento del sistema di finanziamento pubblico dei comparti e forti incentivi per i giovani autori e le nuove produzioni, il potenziamento del tax credit, il sostegno alle coproduzioni internazionali, la salvaguardia e rilancio delle sale cinematografiche e teatrali, il riconoscimento della funzione culturale dei locali di musica live, potenziamento del sistema nazionale delle ICO (Istituzioni concertistico-orchestrali), delle compagini giovanili e delle “orchestre sociali” e programmi.
  • Vogliamo approvare quanto prima e seguiti con grande attenzione i decreti attuativi della Delega Spettacolo che introdurranno definitivamente forme di tutele fondamentali per i lavoratori dello spettacolo permettendo di intervenire su numerosi i temi: agenzie di rappresentanza, Danza e Corpi di ballo, Osservatori dello spettacolo, revisione dei criteri del FUS, governance delle Fondazioni liriche.
  • Vogliamo ampliare e potenziare l’Art Bonus.
  • Proponiamo forme di detraibilità delle spese sostenute per la partecipazione alle attività culturali, l’abbattimento dell’IVA per i prodotti culturali e un sostegno economico ai consumi culturali dei giovani oltre alla conferma del bonus cultura 18App.
  • Proponiamo la reintroduzione strutturale del 2×1000 all’associazionismo culturale.
  • Vogliamo rafforzare il Piano nazionale per la promozione della lettura, favorendo sinergie tra reti di scuole, biblioteche, archivi e luoghi della cultura e potenziare il Centro per il libro e la lettura e l’investimento sulla Capitale italiana del libro.
  • Proponiamo una nuova legge di settore per l’editoria per sostenere tutti i soggetti della filiera: case editrici, librerie, distributori, traduttori, autori e autrici tra cui anche illustratori e fumettisti.
  • Proponiamo il potenziamento del Piano per l’arte contemporanea, sostegno per l’acquisizione, la produzione e la valorizzazione delle opere e l’incremento delle collezioni pubbliche, il riconoscimento giuridico delle professionalità delle arti visive, il sostegno alla committenza artistica anche attraverso nuovi incentivi fiscali e un Piano nazionale per l’architettura contemporanea, oltre a una nuova legge di settore.
  • Vogliamo promuovere un “Erasmus nazionale” legato ai temi culturali.
  • Vogliamo sostenere un Piano nazionale per il recupero e il rilancio dei Borghi italiani, contrastando lo spopolamento delle aree interne e prevedendo esenzioni fiscali per le attività commerciali nei piccoli Vogliamo riqualificare in chiave sostenibile dell’edilizia rurale storica.
  • Vogliamo rafforzare la presenza delle arti nei contesti scolastici: sperimentare spazi e tempi terzi che superino le barriere disciplinari avvalendosi delle biblioteche come palestre di relazioni e di approfondimento.
  • Intendiamo inoltre arricchire l’offerta di turismo culturale, la promozione di forme di turismo lento in chiave sostenibile, favorendo esperienze di viaggio innovative, come nel caso dei treni storici ad alta panoramicità.

Italia 2027: la nostra visione

 La nostra proposta parte, anzitutto, dal percorso di Governo che è stato irresponsabilmente interrotto. Abbiamo lavorato per riportare la cultura al centro del dibattito politico e abbiamo avviato una lunga serie di provvedimenti ed iniziative rivolte al mondo dell’arte e della cultura.

La forza e il valore di questi provvedimenti, che sono nati nel difficilissimo contesto della pandemia e delle numerose emergenze che ne sono seguite, devono superare l’enorme ipoteca che oggi grava sulla loro realizzazione. Dunque, l’impegno per il fu- turo non può che ripartire da ciò che è stato interrotto, non può che essere orientato al completamento di questi percorsi.

È importante, in questa prospettiva di ripartenza, continuare a far dialogare fra loro tutti i diversi segmenti culturali, perché la cultura non sia un mondo di “isole senza traghetto” ma un insieme articolato di esperienze che vanno tenute insieme in una logica di sviluppo complessivo del sistema, specialmente in questa delicata fase di transizione digitale.

La pandemia ha evidenziato quanto la cultura sia elemento di prevenzione e garantisca a lungo termine possibilità di crescita e mantenimento della vita intelletti- va. Si evidenzia la necessità di allargare le basi sociali della domanda culturale e di mantenere stretto rapporto con il mondo della scuola per arginare ulteriori forme di dispersione. Il fenomeno della digitalizzazione è diventato elemento imprescindibile anche in ambito culturale, imponendo un modello di cultura come rete e come partecipazione piuttosto che come consumo. La digitalizzazione è a tutti gli effetti un nuovo asset per imprese e istituzioni culturali, ma deve trasformarsi anche in un’opportunità per il capitale umano. Ed è su questo punto, in particolare, che la politica deve intervenire individuando una solida cornice di norme che salvaguardino le professionalità dei nostri operatori culturali e ribadendo l’assoluta rilevanza delle risorse umane in questo processo di transizione. C’è poi il tema della conservazione delle memorie digitali, che è alla base delle questioni relative alla digitalizzazione e all’uso di piattaforme molteplici e interoperabili, che va pensato e programmato con procedure e strategie meditate.

Il PNRR impone di ridefinire competenze e responsabilità in ambito culturale, di por- tare a compimento le riforme sinora impostate e di creare maggior coordinamento tra Stato Regioni e territori. L’obiettivo è quello di promuovere riequilibri territoriali. Sarà altresì fondamentale non solo portare a compimento i fenomeni di digitalizza- zione attraverso l’aggregazione e la condivisione di dati e di meta aggregatori, ma anche imprimere nuova centralità alla dimensione del verde, al ruolo del paesaggio e alla dinamica dentro/fuori in relazione ai fenomeni di apprendimento e alla gestione degli spazi culturali. Ulteriore traguardo diventa la creazione di un sistema culturale a maglie strette, collegate a strutture di prossimità, che riconoscano ruolo e funzione della dimensione pubblica della cultura, per arrivare alla rimozione delle barriere fisiche, psicologiche e cognitive. Inoltre è importante rilanciare la necessità di sostenere in modo più efficace la committenza artistica su tutto il territorio nazionale: quando le Amministrazioni pubbliche, le Regioni, i Comuni e gli altri Enti pubblici realizzano nuove costruzioni di edifici devono destinare una quota della spesa totale prevista nel progetto, all’abbellimento di questi edifici mediante opere d’arte, come previsto dalla L. 717/1949. E’ un segnale molto importante che, oltre ad armonizzare il tema della defiscalizzazione con quello dei bonus, spinge complessivamente nella direzione di conferire sempre maggiore centralità alla bellezza, all’arte e alla cultura all’interno della nostra società, anche attraverso un costante arricchimento del nostro patrimonio artistico.

È fondamentale proseguire il percorso di valorizzazione del capitale umano e di riconoscimento delle professioni culturali, rimettendo al centro il tema del «lavoro» nel mondo della cultura e approfondendo le peculiarità e le atipicità dei diversi segmenti del sistema (si pensi alla discontinuità nel mondo dello spettacolo dal vivo). Oltre alla centralità da restituire ai professionisti della cultura è imprescindibile ridefinire nuove e virtuose forme di coinvolgimento dei privati, valutare le implicazioni e le ricadute che l’approccio imprenditoriale ha sulla gestione culturale e lavorare per una perequazione territoriale dell’offerta culturale.

Oltre alla centralità da restituire ai professionisti della cultura è imprescindibile ribadire il ruolo e la funzione della dimensione pubblica della cultura, ridefinire nuove e virtuose forme di coinvolgimento dei privati, valutare le implicazioni e le ricadute che l’approccio imprenditoriale ha sulla gestione culturale e lavorare per una perequazione territoriale dell’offerta culturale.

Proponiamo la reintroduzione strutturale del 2×1000 all’associazionismo culturale perché sul due per mille si basa l’attività di migliaia di piccole associazioni culturali di prossimità. Con la possibilità, per i contribuenti, di destinare il 2 per mille a favore di un’associazione culturale si interviene a tutela di tutte le associazioni e degli enti culturali che operano sul nostro territorio. Questa iniziativa era stata accolta molto positivamente nella legge di bilancio per l’anno 2016: a rispondere furono 1.178 associazioni che ricevettero € 11.469.954,78. I contribuenti che scelsero di destinare la quota del 2 per mille delle loro imposte sul reddito ad associazioni culturali furono 870.949. Furono avviate campagne di sensibilizzazione per chiedere alle proprie comunità di riferimento un sostegno attraverso questo nuovo strumento di partecipa- zione dal basso. Dagli addensamenti dei numeri di contribuenti per ciascuna organizzazione, fu possibile desumere il senso di comunità e di potenzialità aggregativa che le diverse associazioni riuscivano a garantire. Resta, tuttavia, una misura non ancora definitiva e che procede a singhiozzo, pertanto crediamo che debba essere riattivata e resa strutturale come ulteriore segnale di grande attenzione verso quei segmenti così rilevanti per la nostra socialità e per la vita culturale del nostro Paese.

Vogliamo rafforzare la presenza delle arti nei contesti scolastici superando le rigide barriere disciplinari e favorendo in un’ottica più trasversale l’approfondimento degli interessi specifici degli studenti, contribuendo in modo essenziale al loro successo formativo e ad una maggiore attrattività della scuola. Lo studio delle arti nel sistema scolastico preuniversitario, inoltre, si inserisce pienamente in una logica di multidisciplinarietà e di ampliamento dell’offerta formativa. Le arti performative, in particolare, giocano un ruolo fondamentale anche nel contrasto alla povertà educativa, alla dispersione scolastica, all’inclusione sociale, tutti aspetti che in questo partico- lare frangente socio-economico non possono assolutamente essere trascurati.

I prolungati periodi di lockdown hanno sollecitato nuove modalità di valorizzazione e fruizione del patrimonio, suggerendo prospettive inedite ed introducendo interrogativi cogenti sul tema dell’accessibilità (in linea con i principi della Convenzione di Faro) e della condivisione delle esperienze artistiche e culturali. È importante acqui- sire maggiore consapevolezza del valore e dell’importanza del patrimonio “comune”, che appartiene alle comunità e che deve essere fruito, goduto, custodito e tramandato. Se la cultura rappresenta uno strumento di condivisione del patrimonio cognitivo e creativo delle comunità, i luoghi della cultura si configurano come sistema di base della comunità che alimenta una coscienza culturale collettiva e riattiva costantemente dinamiche di aggregazione ed inclusione implementando contestualmente la capacità attrattiva del nostro Paese, con le inevitabili e positive ricadute in ambito turistico. All’interno di queste dinamiche riveste grande importanza anche il tema della valorizzazione del patrimonio immateriale ai fini dei percorsi di riconoscimento UNESCO.

 

 

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