Le proposte del Pd su Legalità e lotta alle mafie

La Repubblica italiana ha un debito verso le centinaia di vittime della violenza mafiosa ed i loro familiari, che può essere saldato soltanto con la verità piena su quanto è accaduto.

La verità è la prima forma di giustizia e lo Stato ha la forza per garantirla, districando una volta per tutte la matassa dei depistaggi e delle trame occulte che hanno condizionato il libero esercizio della sovranità popolare.

Principali proposte e azioni

  • Lanciare un piano nazionale contro le mafie che definisca obiettivi condivisi per tutte le amministrazioni dello Stato, con un programma chiaro che identifichi priorità, criteri di valutazione e Occorre riprendere e rilanciare il lavoro degli Stati generali della lotta alle mafie del 2017, con le proposte sintetizzate nella “Carta di Milano”.
  • Rafforzare la strategia europea e internazionale per contrastare il riciclaggio e i trafficanti: utilizzo dei regolamenti in sostituzione delle direttive in materia per favorire l’armonizzazione degli ordinamenti e la cooperazione internazionale; sostenere il processo di creazione dell’Agenzia europea antiriciclaggio e lavorare affinché abbia sede in Italia; promuovere l’adozione a livello europeo di una legislazione sulla confisca dei beni e sui delitti di associazione mafiosa, sul modello della legislazione
  • Colpire il patrimonio delle Mafie. Definizione e potenziamento delle pratiche e delle risorse volte a un miglior utilizzo dei beni confiscati da parte della dello Stato per assicurare che questi siano effettivamente restituiti alla collettività, per creare valore, opportunità di lavoro e sviluppo
  • Procedere con la digitalizzazione degli scambi informativi e delle prove giudiziarie nel contrasto alle mafie e al terrorismo.
  • Combattere le infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni comunali, anche attraverso la riforma della legge sullo scioglimento dei Comuni per mafia, individuando specifiche azioni di prevenzione, per eliminare le cause delle infiltrazioni.
  • Assicurare massima vigilanza nell’attuazione del PNRR, per evitare infiltrazioni mafiose nell’amministrazione dei fondi.
  • Proponiamo una norma quadro che consenta a donne e minori che intendano rompere con le famiglie mafiose di provenienza di farlo e, più in generale, nei confronti dei testimoni di giustizia, riteniamo che siano necessarie ulteriori iniziative per il sostegno economico e l’accesso reale al lavoro nella Pubblica Dobbiamo, inoltre, aggiornare il sistema di protezione e tutela dei collaboratori di giustizia assicurando standard di modernità ed efficienza dei sistemi di copertura, oggi messi in pericolo da accessi abusivi ai sistemi informatici sui dati sensibili.
  • Lotta ai crimini ambientali, quasi sempre espressione di criminalità mafiosa transnazionale e di criminalità finanziaria. Per quanto riguarda le agromafie, contrastare i fenomeni criminali legati al settore produttivo agroalimentare.
  • Tutelare la libertà di stampa. Mafie e corruzione tendono sempre a consolidare sistemi di potere occulti, che ambiscono a condizionare la democrazia stessa. Il giornalismo libero e serio è da sempre un presidio irrinunciabile nel contrasto a questi sistemi, che infatti si accaniscono contro di esso in un modo o in un altro. Il PD lavorerà per una migliore tutela della libertà di stampa a cominciare dal contrasto alle così dette “querele bavaglio”.
  • La scuola palestra di cittadinanza. Quando chiesero a Falcone cosa ne pensasse dell’esercito in Sicilia contro la mafia, lui rispose: “Certo che voglio l’esercito, voglio un esercito di insegnanti perché la mafia teme la cultura”. È ancora vero. Le scuole sono il primo anticorpo civile, la prima occasione per apprendere un modo libero e responsabile di stare al mondo. Per questo il PD lavorerà affinché le scuole siano sempre più luoghi sicuri, aperti tutto il giorno, coinvolgenti, vere e proprie palestre di cittadinanza capaci di rappresentare un’alternativa vincente rispetto alle sottoculture mafiose e violente.

 

Italia 2027: la nostra visione

  • La Repubblica italiana ha un debito verso le centinaia di vittime della violenza mafiosa ed i loro familiari, che può essere saldato soltanto con la verità piena su quanto è La verità è la prima forma di giustizia e lo Stato ha la forza per garantirla, districando una volta per tutte la matassa dei depistaggi e delle trame occulte che hanno condizionato il libero esercizio della sovranità popolare.
  • Oggi la lotta alle mafie che cambiano e si modernizzano deve essere una priorità a partire dal terreno economico e finanziario, combattendo su scala nazionale e Le mafie sono organizzazioni sempre più transnazionali, capaci di agire sul mercato globale e di adoperare le tecnologie più avanzate anche in campo finanziario. L’Italia ha sviluppato la legislazione antimafia più avanzata al mondo: in questo solco, il Pd continuerà a lavorare affinché l’Unione Europea moltiplichi e rafforzi gli strumenti di prevenzione e contrasto.
  • In Italia, mafie e corruzione sono tra i fattori che più producono segregazione sociale e danni economici, condannando a vivere nella paura intere comunità, in particolare donne e minori. Per questo motivo il contrasto a questi fenomeni deve essere portato avanti anche attraverso il coinvolgimento e la sensibilizzazione della cittadinanza, eliminando gli spazi di agibilità in cui le organizzazioni criminali hanno capacità di insinuarsi e agendo su settori quali cultura, scuola e socialità.
  • In Italia ci sono centinaia di migliaia di uomini e donne quotidianamente impegnati nel contrasto alle mafie: nelle forze dell’ordine, nel sistema penitenziario, in tribunali, prefetture e servizi di Lo Stato deve mettere sempre più tutte queste persone nelle migliori condizioni di lavoro: sia perché si tratta di difendere la dignità di lavoratori e lavoratrici, sia perché da questo dipende il buon esito del contrasto al malaffare, non meno che dall’esistenza di norme efficaci.
  • Accanto all’incessante attività di queste forze, l’antimafia deve essere un approccio generale dello Stato, per questo proponiamo un piano nazionale contro le mafie che definisca obiettivi condivisi per tutte le amministrazioni, con un programma chiaro che identifichi priorità, criteri di valutazione e risultati, partendo dalle proposte sintetizzate nella “Carta di Milano”. La strada è quella del coinvolgimento attivo di sempre più soggetti collettivi e associazioni di categoria, imprenditoriali, professionali per togliere alle organizzazioni mafiose gli spazi di agibilità nelle pieghe della società.
  • La Pubblica Amministrazione deve diventare sempre più “repellente” ai fenomeni mafiosi, per questo è necessario assicurare la massima trasparenza della gestione amministrativa, consentendo un maggiore monitoraggio del processo decisionale, anche tramite gli strumenti
  • Il quadro dei prossimi anni deve essere aggiornato rispetto alla sfida del PNRR e alle misure necessarie ad impedire alle mafie di insinuarsi nei bandi di Strumento decisivo per lo sviluppo del Paese, per la sua piena attuazione e messa a terra, sono da un lato necessarie semplificazioni tali da permettere il rispetto delle scadenze, dall’altro un adeguato sistema di contrasto alle infiltrazioni. In questo senso è auspicabile il rafforzamento del sistema di controllo messo in campo dal Governo con il D.L. 152/2021, riformulando la procedura di applicazione delle interdittive antimafia, affinché possa sortire gli effetti sperati.
  • Parallelamente, è necessario ridurre il numero e qualificare le stazioni appaltanti con personale formato e In particolare, serve creare uffici ad hoc con personale altamente qualificato in ambito di progettazione, studi di fattibilità, esecuzione e rendicontazione finale. La non permeabilità e la competenza della pubblica amministrazione rappresenta un elemento di prevenzione fondamentale contro le infiltrazioni mafiose nell’economia. Una strategia che deve essere condotta insieme agli imprenditori, a volte esposti a un doppio rischio: quello di essere condizionati da interessi mafiosi ma anche di pagare un costo troppo alto sul versante degli iter burocratici. Perché il contrasto alle mafie non deve essere un fardello burocratico, ma la condizione per liberare le energie nella ripartenza.
  • Le mafie sono intrise di prepotenza e sopraffazione che vengono esercitate prima di tutto all’interno delle stesse famiglie mafiose ed a farne le spese sono soprattutto donne e Negli ultimi anni, grazie al coraggio delle donne, alla caparbietà di giudici, agenti e società civile, si sono aperte strade nuove che consentono a donne e minori che intendano rompere con le famiglie mafiose di provenienza, di farlo. Come Partito Democratico, vogliamo impegnarci nell’approvare una norma quadro a sostegno di queste esperienze.
  • Non possiamo infine dimenticare che negli ultimi anni in Europa sono stati proprio i giornalisti alcune delle principali vittime della violenza mafiosa: Dafne Caruana Galizia (Malta), Jan Kuciak (Slovacchia), Peter de Vries (Olanda). Anche in Italia ricordiamo i giornalisti uccisi, mentre ancora aperta è la ferita per la morte di Ilaria Alpi, numerosi sono quelli sotto scorta perché minacciati o oggetto di attentati (ad oggi 25). Per questo motivo, crediamo che la tutela della libertà di stampa vada di pari passo con la lotta contro le mafie.

 

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