La sinistra vincente in Europa: il miracolo portoghese

L’ESTERO

Daniele Galbiati

La sinistra vincente in Europa: il miracolo portoghese

Da alcuni anni la penisola iberica rappresenta un punto di riferimento per tutti i partiti e movimenti progressisti europei.

La sinistra vince quando non ha paura di guardare avanti ma allo stesso tempo non ha paura di essere sinistra.”

Oltre alla Spagna, dove è in carica dal 2020 il secondo governo Sanchez che vede l’alleanza tra il PSOE (Partito socialista operaio spagnolo) e le altre forze di sinistra, in Portogallo dal 2015 i governi sono guidati da Antonio Costa, segretario del PS (Partido socialista) che per anni è stato l’architetto della Geringonca, il “miracolo” portoghese.

Nel 2011, in piena crisi economica internazionale, Lisbona era a un passo dal default che venne evitato solo con un finanziamento di 78 miliardi della Troika UE-BCE-FMI. Il Portogallo era in testa ai PIGS, i paesi con le economie più fragili della zona euro. A partire dal 2015, sotto la guida del primo governo Costa, fondato sull’accordo tra il PS e le altre formazioni di sinistra (tra cui comunisti e verdi) sono state accantonate le politiche di austerità degli anni precedenti e sono state adottate misure sociali a sostegno della popolazione e del rilancio dell’economia reale. Il primo provvedimento varato è stato l’innalzamento del salario minimo, seguito poi da misure quali la riduzione della settimana lavorativa e la reintroduzione di misure economiche e diritti a favore dei lavoratori.

La politica sociale del governo, al contrario di quanto previsto dai critici e dalla destra, non ha portato al mancato rispetto dei parametri e delle scadenze previste dall’UE o a un peggioramento della situazione economica. Essa infatti è stata attuata in pieno accordo con Bruxelles e in un contesto di costante crescita economica. Quest’ultima è stata possibile grazie agli investimenti e alle politiche fiscali mirate nei settori strategici dell’economia portoghese, tra i quali il turismo e l’edilizia.

Oltre alla crescita del PIL anche gli altri parametri, quali il deficit, il debito pubblico e il tasso di occupazione, hanno indicato un netto miglioramento del quadro economico.

Alle elezioni politiche del 2019 il Partito socialista ha ottenuto la vittoria che ha portato alla costituzione del secondo governo Costa e alla continuazione dell’esperienza precedente. Nonostante restino importanti fragilità nella sua economia quali l’elevato debito pubblico, un’eccessiva dipendenza dalle esportazioni e un alto tasso di evasione fiscale, il Portogallo ha affrontato la crisi pandemica del COVID 19 e le conseguenze economiche senza subire particolari contraccolpi rispetto agli paesi.

Il governo di Lisbona è stato il primo esecutivo dell’UE a presentare alla Commissione il proprio PNRR, che è stato approvato nel giugno del 2021 e ha un valore di 16,6 miliardi di cui 14 miliardi di sovvenzioni e 2,7 miliardi di prestiti.

La crisi di governo determinata da alcuni partiti della coalizione ha portato a nuove elezioni politiche svoltesi il 30 gennaio di quest’anno. Nonostante i sondaggi, ancora una volta i cittadini portoghesi hanno premiato il Partito Socialista che in questa occasione ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi staccando di ben dieci punti il partito conservatore.

Il terzo esecutivo Costa è un monocolore guidato dal Partito socialista e formato da 9 donne e 8 uomini. Esso ha dinanzi come sfida principale il raggiungimento degli obiettivi del PNRR e l’utilizzo delle risorse nei tre pilastri previsti: resilienza, transizione climatica e transizione digitale. Di recente il governo di Lisbona, vista la crisi energetica e il tasso di inflazione, ha chiesto all’UE una proroga dei termini per gli adempimenti previsti nel piano.

Gli anni della Geringonca che letteralmente significa “aggeggio” e che descrive l’accordo-meccanismo di governo tra il PS e gli altri partiti di sinistra hanno garantito al Portogallo la combinazione tra crescita economica e crescita del benessere sociale nel rispetto degli accordi previsti con l’UE e con le autorità economiche internazionali. Il paese ha conosciuto notevoli progressi anche nel riconoscimento e rafforzamento dei diritti civili, nell’ambito della parità di genere, nelle politiche sull’immigrazione e l’integrazione e nelle politiche ambientali.

Il partito socialista portoghese sia nei governi di coalizione che nell’attuale esecutivo monocolore ha saputo essere al contempo un partito responsabile di maggioranza e di governo e un partito di popolo, che rappresenta realmente la società ed ha una chiara e orgogliosa identità di sinistra, progressista, ambientalista ed europeista.

Il “miracolo” portoghese non è un miracolo ma è il risultato di una politica saggia, intelligente e vincente, che agisce nel presente e guarda al futuro ma senza disconoscere le proprie radici e i propri valori storici. La sinistra vince quando anche se divisa in più partiti resta unita. La sinistra vince quando non ha paura di guardare avanti ma allo stesso tempo non ha paura di essere sinistra.

ilPDInforma, novembre 2022

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