Sostiene Nadira: L’era dell’ACQUARIO!

Vi riportiamo integralmente un interessante articolo della nostra NADIRA che potete rileggere, insieme ad altre riflessioni, sul suo blog http://sostienenadira.it  : GRAZIE NADIRA!!!


I segni astrologici, cantati negli anni 70 e nella cultura new-age erano caratterizzati dall’armonia e dalla pace per tutto il mondo. Le canzoni parlavano di quel contesto storico, la guerra in Vietnam e della distanza che la coscienza della società americana voleva porre tra sé e il mondo che la circondava. Aquarius ci ricorda quei canti, quei ritmi e il periodo Peace&Love.

Quando oggi sentiamo la parola Aquarius, sono le immagini di questa barca arancione che galleggia nel mediterraneo, piena zeppa di umanità. Una nave che vive di vita propria. Si può percepire il battito del suo cuore impaurito, il suo respiro affannoso e vedere il sudore dal caldo e dalla tensione sulle lamiere della parete esterna. Aquarius è oggi la canzone della vergogna. Aquarius è oggi la canzone di tutte le vergogne, dei porti chiusi, dei valichi resi impenetrabili, dall’esercito che hanno voluto schierare alle frontiere, dal divieto di far arrivare neppure un profugo con la richiesta di asilo politico regolare.

Oggi Aquarius è il simbolo di tutte le vergogne europee. Oggi Aquarius è il simbolo di tutte le incoerenze delle guerre dove l’occidente è il partner più importante. Oggi Aquarius è il simbolo dello scempio che si è consumato nell’ultimo secolo. Una nave dove persone sono in ostaggio di un gioco di potere pericolosissimo. Il celolunghismo di Salvini, le vergognose ed incoerenti parole di Macron, il muro di Orban…

Non si possono dimenticare le scene strazianti dei bambini che strisciano sotto il filo spinato di Orban. Non si possono dimenticare le scene della donna trascinata via con forza dal treno o quella malata di tumore rimandata indietro dalla Francia e lasciata morire. Non si possono dimenticare le dichiarazioni dell’Austria di voler schierare l’esercito al confine con l’Italia. Aquarius è qui per ricordarci tutto questo. Aquarius è qui a mostrare a chi lo vuol vedere che, mentre 629 persone sono stipate a bordo, in Francia si fanno le riunioni per dimostrare, mappa alla mano, che la distanza più breve è quella per la Spagna. Aquarius è qui a dimostrare che 629 vite possono essere usate in campagna elettorale come una volgare buca della strada per le comunali.

E quindi No. Macron non può fare “l’enfant prodige” fuori dal confine e venire a dirci che siamo cinici e che siamo “vomitevoli” per interposta persona. Pensi a raccogliere i cadaveri scoperti dal disgelo sulle Alpi. E quindi No. Salvini non può fare il mastro-ruspa con il 17% dei voti tenendo in ostaggio un paese intero credendo di fare campagna elettorale anche dal Viminale con i soldi dei contribuenti. No Salvini. No. Non può fare questo gioco pericoloso perché la sicurezza del paese intero dipende da lui. E quindi No Salvini. No. Salvini non ha vinto quando Sanchez ha deciso di ricevere Aquarius. Ha perso. Perché Sanchez ha fatto un favore all’umanità e non a Salvini. Ha solo “vinto” nella narrazione alla sua gente: “vedete, io chiudo e gli altri aprono”. Salvini dice che ha vinto, ha fatto sapere di aver parlato con Orban e che lavoreranno insieme sul fronte immigrazione. Un’alleanza paradossale quanto preoccupante. Una collaborazione con quello che finora si è opposto ai valori di solidarietà europei e al ricollocamento obbligatorio dei migranti, che alleggerirebbe il peso dei flussi sui Paesi di primo approdo come Italia e Grecia. Non capendo che non trovare un accordo per riformare il trattato di Dublino, Salvini si ritroverà esattamente nella stessa situazione attuale, dimostrando all’universo mondo la sua totale inadeguatezza e la sua assenza di strategia e visione politica.  Come dice l’europarlamentare Elly Schlein “la retorica dei muri finirà per metterli gli uni contro gli altri”.

Il tema degli sbarchi e dei profughi non può essere improvvisato in 2 settimane e chiudendo i porti in faccia alle persone. Il tema degli sbarchi è, sì, un problema europeo e lo ribadiamo con forza. Il tema degli sbarchi non può essere deciso in piazza con il vangelo in mano e nemmeno intorno ad una tazza di tè. È giusto andare e ribadire con forza e con autorevolezza ai tavoli europei che l’Italia è lasciata sola. Ecco, è giusto andare.

Salvini non ha mai partecipato a nessuna riunione di negoziato in due anni sulla riforma di Dublino. Dopo due anni di negoziato e centinaia di emendamenti, si è ottenuto un risultato importante, grazie al voto di due terzi del parlamento europeo, per il ricollocamento automatico e permanente obbligatorio per tutti gli Stati. Ecco, la Lega si è astenuta e i grillini hanno votato contro. Dimostrando, nel caso migliore, tutta la loro incoerenza e, nel caso peggiore, la loro ignoranza.

Non possiamo essere complici di questo. Non vogliamo essere complici di aver taciuto per il solo “culo” di essere nati dalla parte più fortunata della terra. Non possiamo tacere perché dovremo un giorno rendere conto alla storia. Per questo, troveranno noi sulla loro strada. Noi che abbiamo una coscienza. Noi non ci piegheremo a questo ricatto. Il ricatto del consenso.

Per non essere complici, occorre che la narrazione dei fatti avvenga in modo onesto. E questo non succede. Non è successo prima delle elezioni del 4 marzo e continua a non avvenire anche oggi. I media e i social continuano a riportare ciò che vogliono in maniera strumentale. Continuando, di fatto, a legittimare qualunque azione del governo e delegittimare ciò che di buono l’opposizione cerca di fare. Non mettono di fronte alle loro contraddizioni i partiti al governo e riportano i fatti in maniera strumentale o attraverso un’interpretazione del tutto personale.

Ieri sera, migliaia di persone sono scese in piazza per un presidio contro la chiusura dei porti. Una manifestazione volutamente organizzata senza le bandiere del maggiore partito all’opposizione. Una manifestazione concordata e condivisa alla quale hanno partecipato tutti quelli che potevano esserci, compatibilmente con le attività della camera e del senato, le commissioni e le riunioni amministrative. Lo stupore è leggere il giornale che parla di una piazza che divide il PD milanese, di un PD assente perché non c’erano bandiere e quindi, di un PD senza una posizione unanime sull’emergenza umanitaria e sulla chiusura dei porti. Riportano le dichiarazioni di ex leader del partito alludendo ad un’assenza di leadership attuale. Il Partito ha preso posizione, ha fatto le interrogazioni parlamentari grazie ai suoi senatori e deputati, ha fatto dichiarazioni a più livelli, ha organizzato il primo presidio. I giornali così, ci costringono a fare dei comunicati stampa per ribadire ciò che era già stato dichiarato in precedenza. La faziosità va di moda e alimenta, di fatto, il clima di odio che fa solo male al nostro paese.

Anche i puristi c’erano ieri sera. Quelli che sono talmente puristi che continuano, imperterriti, ad accusare il PD di tutti i mali. Quelli che hanno girato le spalle al partito pensando di cambiare così lo scenario politico e che si è concluso con un nulla di fatto se non a dimostrare la solita litigiosità della sinistra. Quelli che, ancora oggi, non si danno pace nel vedere il partito vivo. Malandato ma dannatamente vivo. Quelli che, in un presidio come quello di ieri, contro le chiusure dei porti, non perdono l’occasione per accusare il maggior partito di essere colpevole. Quelli che, con dei post sui social, scrivono “se la Lega è il male, il PD è la sua banalità”. Quelli che hanno disertato l’appello responsabile di arginare la deriva xenofoba, fascista, razzista, populista. Loro, non possono, venire a dare lezioni di bon-ton a noi. Noi ci abbiamo provato, pur facendo molti errori. E se per questi errori dobbiamo pagare il conto, lo faremo. Ma con la coscienza di chi ci ha provato.

Occorre raffreddare la testa e pensare, senza retorica alcuna, di salvare ciò che è stato fatto – più volte ribadito anche dal nuovo governo –  e provare a rispondere al populismo del governo anticipando le mosse su temi importantissimi come l’immigrazione, il lavoro, la crescita e per una equa remunerazione. Contrastare il reddito di cittadinanza puntando sul lavoro e su salari migliori. Occorre combinare la nostra strategia politica con la tattica del calcio totale che è stato il primo stile di gioco ad applicare sistematicamente il pressing e la tattica del fuorigioco e che ha fatto una vera rivoluzione nel mondo calcistico.

 

L’Era dell’Acquario è uno dei dodici periodi in cui alcune credenze esoteriche dividono la storia dell’umanità.

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