25 Aprile: ricordare non basta….

Difficile credere che ci sia qualche nostro connazionale che non conosca l’importanza e il
valore storico di una data come il 25 Aprile. Ci viene insegnato sin dai banchi di scuola
finchè non permea la nostra cultura e la nostra essenza di popolo italiano. Il giorno della
liberazione dell’Italia dall’oppressione fascista è un momento di orgoglio nazionale in cui
ricordiamo chi ha lottato e perso la vita per permetterci di vivere nella società democratica di
oggi. Probabilmente ognuno di noi ha commesso l’errore di darla per scontata nel tempo.
Eppure in questo periodo, in questo anno in cui ricorre il 74esimo anniversario della liberazione della penisola dalla dittatura nazifascista , si rimette in discussione tutto quanto. Si rimette in discussione l’operato deipartigiani, si torna ad esaltare figure come Benito Mussolini, si rimette in discussione la
questione razziale. Nel mirino certo non ci sono più gli Ebrei, la palla passa agli Africani che
sbarcano sulle nostre isole portando solo scompiglio e violenza, sono gli asiatici che ci
rubano il lavoro, i sudamericani sporchi e invadenti, persino i nostri vicini di casa come i
Francesi, i Tedeschi, gli Albanesi, i Rumeni… Per ogni etnia un appellativo diverso.

E’ cambiato qualcosa? C’è chi dice che dalla storia abbiamo sempre imparato, eppure sembra
di ripercorrere vecchie orme e di disseppellire fanatismi ormai creduti sepolti. Esageriamo
forse? Eppure lo striscione apparso oggi (24 aprile) vicino a piazzale Loreto è ben chiaro
“Onore a Mussolini”, come lo è la statua della partigiana Giulia Lombardi data a fuoco nel
Milanese. Per non parlare della decisione del Ministro degli Interni di passare la ricorrenza in Sicilia affermando, da buon Oratore, che la liberazione, quella vera, è quella dalla mafia.

Che ci stia sfuggendo qualcosa? Ci stiamo dimenticando per caso chi siamo?
Il 25 Aprile 1945 la nostra Italia è tornata a respirare, ha risanato le sue ferite, ha pianto i
suoi morti e si è rialzata. Ricordiamo affinchè non debba essere celebrato un altro giorno
della liberazione. Ricordiamo per costruire una società migliore, libera una volta per tutte da
ogni fanatismo.
Tuttavia ricordare non basta, non oggi.  E’ ora di imparare a non tornare più indietro.

Francesca Ruscio

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