40 anni fa…

Nelle ora in cui sembra stiano trovando un accordo M5S e Lega per un governo che eviti quello “tecnico”, ci sembra doveroso ricordare l’evento che 40 anni fa turbo’ profondamente l’opinione pubblica, fece tremare lo Stato e, ancora oggi, riesce a destare emozioni mai sopite, sospetti mai chiariti…

Lo ricordiamo attraverso le parole di uno dei nostri esponenti piu’ giovani (nato molti anni dopo quei fatti); ma anche uno dei piu’ appassionati: il presidente del Consiglio Comunale, Luigi Cerrato. Nella sua pagina facebook e nel suo blog  potete trovare riflessioni politiche, sociali, umane.


Esattamente 40 anni fa il terrorismo, braccio armato di apparati occulti e non, portava a compimento il suo progetto di ‘decapitare’ lo Stato.
Vittima prescelta fu il Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, identificato come simbolo del potere politico corrotto del momento.
Aldo Moro era considerato il futuro candidato al Quirinale, l’uomo politico che avrebbe dovuto prendere la ‘testa’ del Paese.
Lo era in quanto fautore e promotore della politica del dialogo con i comunisti, il cd. compromesso storico, la politica che voleva portare il PC nell’area di governo.
Un’idea che rompeva ogni schema, interno ed esterno, in un mondo contrapposto in due blocchi. 

Paolo Gentiloni stamane ha detto che “La sua uccisione pesa sulla coscienza della Repubblica”.
Il sequestro Moro durò 55 giorni, quasi due mesi.


Altri due mesi sono passati per far constatare amaramente al popolo italiano che l’Italia è rimasta uno Stato
 ‘senza testa’.

Siamo passati dalla presa in ostaggio di una persona, alla presa in ostaggio del pensiero politico.
Coloro che oggi si definiscono la nuova politica si prendono persino gioco della Presidenza della Repubblica, l’istituzione che secondo la Costituzione “rappresenta l’Unità nazionale”.
Ricordare Aldo Moro è un atto doveroso per chi ha a cuore il Paese.


 

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